LA MOSTRIFICAZIONE DELL’ARTE | Contro le mostre | Un pamphlet di Tomaso Montanari e Vincenzo Trione

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 36 | settembre 2018

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Nell’appassionato pamphlet Contro le mostre (Einaudi) Tomaso Montanari e Vincenzo Trione, storici dell’arte e docenti universitari, lanciano un coraggioso j’accuse contro la mostrificazione dell’arte in atto da molti anni nel nostro Paese. Il libro, scrivono gli autori in premessa, nasce «da un’urgenza quasi “politica”», perché accettare supinamente il degrado in cui è trascinata l’arte in Italia equivale a un reato di connivenza. La denuncia è ben esplicitata nelle note di copertina: «Un sistema di società commerciali, curatori seriali, assessori senza bussola e direttori di musei asserviti alla politica sforna a getto continuo mostre di cassetta, culturalmente irrilevanti e pericolose per le opere. È ora di sviluppare anticorpi intellettuali, ricominciare a fare mostre serie, riscoprire il territorio italiano.» (continua a leggere)

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TANATOMETAMORFOSI | Il Pietrificatore. La collezione anatomica Paolo Gorini

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 36 | settembre 2018

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Le prime pratiche tanatometamorfiche (tecniche sperimentali di conservazione di corpi esanimi) finalizzate a favorire il progresso della conoscenza medico-chirurgica coincidono con gli esordi dell’anatomia moderna. Obiettivo dei preparatori era quello di trasformare l’organismo marcescente in materia didattica durevole, affinché studiosi e studenti potessero approcciarvisi più agevolmente (scongiurando tanto il problema igienico quanto quello del difficoltoso approvvigionamento di cadaveri destinabili alla dissezione). Tra XVII e XVIII secolo si registra una forte impennata su questo genere di sperimentazioni, con l’affinamento di svariate tecniche conservative in preparati liquidi o a secco; i campioni ottenuti – lacerti e tessuti umani (o di altri animali) provvisoriamente sottratti alla putrescenza – finivano poi nei circuiti universitari o andavano ad arricchire il corredo di bizzarrie delle Wunderkammern. Su un versante parallelo a quello dei preparatori si muovevano i ceroplasti, autori di corpi smontabili realizzati perlopiù in cera o in legno e destinati alla didattica medico-chirurgica, ai musei, alle fiere, ai panottici e alle “camere delle meraviglie” di facoltosi collezionisti; queste perturbanti riproduzioni – molto fedeli nelle esteriora come nelle interiora – ebbero larga diffusione tra XVIII e XIX secolo soprattutto perché offrivano corpi puliti e inodore, decisamente più pratici e con meno implicazioni. (continua a leggere)

LA TRILOGIA STÜRMER | Educare all’odio | L’antisemitismo nazista in tre libri per ragazzi

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 36 | settembre 2018

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Tutti i regimi dittatoriali, come la Storia tristemente ci insegna, si sono consolidati operando più prepotentemente sull’individuo che sulle grandi masse popolari. Educare (o rieducare) il singolo per governare più agevolmente il collettivo. Le subdole dinamiche di persuasione finalizzate a garantirsi l’asservimento – messe in atto (con misure e fini diversi) dal nazionalsocialismo, dal fascismo e dai regimi comunisti – hanno generato una compiaciuta sudditanza incapace di discernere tra l’amor di patria e il timor di patria (e, su un piano più generale, il bene dal male). Ingredienti semplici ma salienti: culto meta-religioso del leader carismatico, fiero senso d’appartenenza alla propria comunità (o razza), obbedienza acritica, cieco odio verso il nemico designato. Le strategie del plagio, dalle più rozze alle più sottili, figlie della più feroce pedagogia, hanno agito sul corpo e sulla mente di un individuo vieppiù spersonalizzato, spogliato delle sue facoltà reattive, svuotato e infarcito dai dettami della nuova ideologia, incline a riconoscersi solo come parte di un insieme. È la genuflessione del pensiero individuale a oliare la macchina dittatoriale. (continua a leggere)

FLEURY & GAUDON | Due amici s’amavano | Un racconto crudele di Octave Mirbeau

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 36 | settembre 2018

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Mirbeau ci informa subito che quella di Isidore Fleury e del suo amico-collega Anastase Gaudon è una storia morale che «può scriversi in due righe». Tra i Contes cruels questo è infatti uno dei più stringati, come spicce sono le effimere esistenze di questi due zelanti impiegatucci della medio-borghesia francese di fine Ottocento. Difficile immaginare due vite più insulse di quelle di Fleury e Gaudon, scandite dalla più grigia delle routine e dall’assenza pressoché totale di pulsioni e aspirazioni. Trentacinque anni di lavoro metodico nello stesso ministero, sempre fianco a fianco a farsi ombra l’uno con l’altro, senza mai che «il sogno di qualcos’altro» penetrasse nei loro abulici cervelli, «regolati come orologi dello Stato». Hanno nomi distinti ma identità coincidenti, se identità possono dirsi quelle di Fleury e Gaudon. Nessuna passione è stata mai capace di smuoverli, nessuna idea, nessun desiderio. (continua a leggere)

LA VENERE PERTURBANTE | The Anatomical Venus | Un saggio di Joanna Ebenstein

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 34 – Marzo 2018

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Penetrare il corpo per penetrare Dio. Le Veneri anatomiche – grottesche e seducenti statue scomponibili costruite tra XVIII e XIX secolo al fine di illustrare l’anatomia femminile nei musei, nei panottici e nelle fiere popolari – rappresentano la somma incarnazione del diktat illuministico. La particolare congiuntura storica che le ha partorite tradisce però un confine molto labile tra Scienza, Arte e Religione, ed è in questo contesto ibrido che dobbiamo inquadrarle se vogliamo comprenderne la natura complessa e inquietante in equilibrio tra naturalia e artificialia. Con le Veneri anatomiche, o “cere anatomiche di donne giacenti”, il corpus claustrale medievale letteralmente si schiude per svelare, strato dopo strato, il prodigioso operato di Dio. Capolavori ceroplastici di straordinaria e raffinata fattura, queste sleeping beauty urtano la nostra sensibilità contemporanea suscitando quello che Sigmund Freud definiva come unheimlich, il sentimento del perturbante. (continua a leggere)

OPPRESSORI E OPPRESSI | Mirbeau contro la folle ottusità del potere | La Vacca picchiettata e altre strane storie

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 34 – Marzo 2018

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Il Mirbeau che difende Rodin dall’ottusità accademica, che si espone a favore di Dreyfus, che condanna senza mezzi termini l’ingessata mediocrità delle istituzioni e le ingerenze clericali, che prende le distanze dal giornalismo servile, che libera la letteratura dallo spettro delle belle lettere, è lo stesso che, nella più ampia delle prospettive civili, si schiera dalla parte degli oppressi contro gli oppressori. Operando un coraggioso rovesciamento della piramide gerarchica Mirbeau, con compiaciuta irriverenza, denuda la spocchiosa arroganza dei padroni dando voce alla pena degli ultimi. (continua a leggere)

HIJRA | Nascere donna in un corpo di uomo a Mumbai | La gabbia dei fiori | di Anosh Irani

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 34 – Marzo 2018

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Mumbai (chiamata Bombay fino al 1995), capitale dello stato del Maharashtra, è la seconda città più popolosa dell’India. Conta la bellezza di tredici milioni di abitanti, che salgono a ventuno se si includono le vaste periferie. Mumbai proviene dalla commistione di “Mumba” o “Maha-Amba”, riconducibili al nome della dea indù Mumbadevi, e da “Aai”, che in lingua marathi significa “madre”. Un agglomerato immenso, labirintico, affacciato sul mar Arabico. A Mumbai – come ci racconta lo scrittore indiano, canadese d’adozione, Anosh Irani nel romanzo La gabbia dei fiori(Piemme, 2017) – la miseria ha volto di donna. Una miseria materiale e spirituale consegnatale in eredità da secoli e secoli di assoggettamento. Sotto la donna, molti gradini più sotto, ammantata d’una sorta di meta-umanità, c’è la hijra. (continua a leggere)

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