Archivio per dicembre 2012

AMEDIT MAGAZINE, n. 13 – Dicembre 2012

Anche in questo numero di fine anno Amedit risponde puntuale all’appello, riconfermando con energia e determinazione la sua presenza nel territorio, il suo entusiasmo, il suo impegno, quel desiderio così tipicamente mediterraneo di coinvolgere e di condividere. Ed è proprio la comunicazione, la nobile arte dell’incontro e del dialogo, uno dei temi portanti di questo numero. Una comunicazione tanto più efficace quanto più è genuina, vicendevole, incline al confronto e capace di ascoltare; l’emblematico artwork di copertina riflette con ironia sul mondo dei social network e, più in generale, sulle nuove relazioni digitali. Come di consueto, ampio spazio è dedicato alla letteratura, in primis all’atteso nuovo romanzo di Aldo Busi; ma anche all’arte, con Capogrossi e Blanc; alla musica, con il nuovo album di Franco Battiato. [Continua a leggere…]

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FACEBLUFF. Fenomenologia dei social network

I sogni delle macchine danno una vertigine tutta particolare.

William Ford Gibson, Giù nel ciberspazio, 1986

di Massimiliano Sardina

Nel corso dell’ultimo ventennio le dinamiche delle relazioni umane hanno subìto, nel bene e nel male, profonde modificazioni. Colpa (o merito, come si preferisce) di una tecnologia applicata viepiù invasiva e connotante che si è insinuata in tutti gli strati del tessuto sociale. All’origine di tutto il Computer, brevettato nella sua forma primigenia e rudimentale nel 1944 come semplice calcolatore automatico e trasformatosi man mano negli anni, al di là di ogni aspettativa, in una sorta di entità medianica, in una vera e propria protesi relazionale. L’intelligenza artificiale, teorizzata già negli anni Trenta dal geniale matematico inglese Alan Turing, debuttò sul finire della seconda guerra mondiale con la messa a punto del celebre Harvard Mark, il primate dei proto computer, un bestione di oltre quindici metri di lunghezza e cinque tonnellate di peso, realizzato da una équipe di ingegneri dell’IBM; [Continua a leggere…]

GIUSEPPE CAPOGROSSI. Una retrospettiva al Guggenheim di Venezia

Lo sforzo estetico della coscienza cerca le relazioni universali

e le organizza in un simbolo intellettuale.

Carlo Carrà, Pittura Metafisica, 1919

di Massimiliano Sardina

La grande retrospettiva, curata da Luca Massimo Barbero, ripercorre la ricerca creativa di Capogrossi dalle prime esperienze figurative degli anni Trenta fino alla produzione astrattista degli anni Cinquanta e Sessanta. L’itinerario espositivo, allestito nelle sale del Guggenheim, si snoda sulle diverse fasi sperimentali affrontate dal pittore romano, dalla visione metafisica del Primordialismo plastico fino alla sintesi estrema dell’ultimo ventennio di attività. Capogrossi è una figura centrale e cruciale del Novecento italiano, e ancora oggi (nel quarantennale della sua morte, avvenuta nel 1972) rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la pittura segnico-astratta. Il rapporto tra Capogrossi e la Guggenheim è di vecchia data e risale al 1953, quando il pittore partecipò alla mostra “Giovani Pittori Europei” organizzata dal Museo Guggenheim di New York; qualche anno più tardi, nel 1958, il museo acquisì una delle sue opere più importanti: [Continua a leggere…]

UNEXPECTED GARDEN. Patrick Blanc e la nuova architettura del Verde Verticale

di Massimiliano Sardina

Ho nella mente il desiderio di rinascere su questa roccia,

Ho nella linfa tutto l’ardore per riuscirci,

Ma come fare? (Idillio clorofilliano, P. Blanc)

Potremmo semplificare e dire che Patrick Blanc installa su superficie verticale quello che un comune bravo giardiniere (o garden designer) realizza orizzontalmente su un giardino tradizionale. In un certo senso è così, ma tutta l’operazione è ben lungi dal ridursi al mero dato estetico o al gusto per l’insolito, e chiama in causa ragioni più complesse e profonde. Nelle intenzioni del suo ideatore, il botanico francese Patrick Blanc (ricercatore del CNRS e docente universitario), il verde verticale dovrebbe contribuire a risolvere le problematiche più urgenti della nostra contemporaneità, quelle legate all’ecosistema e, più in generale, al rapporto (sempre più compromesso) tra umanità e territorio. [Continua a leggere…]

ROSALBA IN CARRIERA. Valentina Casarotto racconta Rosalba Carriera, prima pittrice d’Europa

 

di Massimiliano Sardina

Il segreto nello sguardo non è propriamente una biografia su Rosalba Carriera, né tantomeno un’autobiografia rimaneggiata alla luce di nuove considerazioni critiche sull’artista e sulla persona; l’operazione letteraria di Valentina Casarotto elude lo schema tradizionale specialistico della ricostruzione documentale e abbraccia, coraggiosamente, quella del romanzo. La narrazione in prima persona, sottoforma di “diario” e di “memorie”, conferisce autenticità e attendibilità a episodi (incontri, dialoghi, pensieri…) potenzialmente accaduti, e che proprio in virtù di questo non appaiono meno reali di quelli storicamente accertati e verificabili. Poco importa. [Continua a leggere…]

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