COME BRADAMANTE E FIORDISPINA | La vita a rovescio di Caterina Vizzani in un romanzo di Simona Baldelli

Su Amedit n. 27 – Giugno 2016

Caterina è spavaldamente moderna, coraggiosamente libera, un raro esempio di sfacciata protoemancipazione e di rivendicazione identitaria in un mondo strutturato a compartimenti stagni, con ruoli fissi e immutabili, sanciti una volta per tutte e incontestabili. Prima che donna o uomo Caterina Vizzani (Roma, 1719 – Siena, 1743) è innanzitutto una persona che non vuole rinunciare alle pulsioni vitali della sua natura: ai suoi affetti, alle sue passioni, alle sue ambizioni emotive e professionali. Il suo primo biografo fu il dottor Giovanni Bianchi (Jano Planco), titolare di una cattedra di Anatomia presso l’Università di Siena. Breve storia della vita di Caterina Vizzani Romana che per ott’anni vestì abito da uomo in qualità di Servidore la quale dopo varj Casi essendo in fine stata uccisa fu trovata Pulcella nella sezzione del suo Cadavero, per ragioni di censura, venne stampato clandestinamente a Firenze nel 1744. Un’analisi più particolareggiata è stata condotta recentemente da Marzio Barbagli nel saggio Storia di Caterina che per ott’anni vestì da uomo (Il Mulino, 2014). È però grazie al potere vivificante del romanzo che la figura a rovescio di Caterina Vizzani riemerge con tutta la sua portentosa carica rivoluzionaria. (continua a leggere)

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