SE L’ASSASSINO HA DODICI ANNI | Tre giorni e una vita | Un romanzo di Pierre Lemaitre

Su Amedit n. 28 – Settembre 2016

Dicembre 1999. Antoine Courtin ha dodici anni e vive con la madre a Beauval, una piccola cittadina della provincia francese. Quattro strade messe in croce, case a schiera con giardinetto sul davanti e, nel centro del paese, una piazzetta con un grande platano: quel tipico microcosmo dove ci si conosce tutti da almeno tre generazioni, e dove è pressoché impossibile mantenere a lungo un segreto. Un presepe d’altri tempi, a tratti fumettistico, «una cittadina in cui i figli somigliano ai genitori e aspettano di prendere il loro posto.» Sullo sfondo il sindaco, il parroco, il gendarme e, più in primo piano, quelle figure che, loro malgrado, si ritroveranno protagoniste di un evento tanto inaspettato e improvviso quanto tragico e misterioso (e a seguire, come in un movimento centrifugo, tutti gli altri membri di una comunità scossa, impreparata a gestire l’imprevisto, certo reattiva e sospettosa, ma di fatto disarmata). All’origine di tutto la morte di Ulisse, un bastardino segaligno bianco e fulvo, di proprietà dei Desmedt. Non tanto la morte in sé, quanto il modo in cui sopraggiunse, violento e disumano, spregevole, proprio sotto gli occhi di Antoine. (continua a leggere)

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