DOPO BUCHENWALD | Io sono vivo e tu non mi senti | Un romanzo di Daniel Arsand

su Amedit n° 31 – Giugno 2017

Novembre 1945. Un’ombra si aggira tra le rovine di Lipsia. Quest’ombra ha un nome: Klaus Hirschkuh. Si è appena lasciato alle spalle la stazione e ora, trascinandosi con fatica, sta cercando la via di casa. Lungo il percorso solo cumuli di macerie e polvere, tanta polvere. Chiunque capirebbe che non sta ritornando da un viaggio di piacere. La sua magrezza è innaturale, sconcertante. Tra la pelle e le ossa giusto un velo di carne. Quanti anni ha? Dall’andatura, incerta e claudicante, lo si direbbe un uomo di mezza età, fiaccato da una vita di stenti, ma avvicinandoci un po’ di più ci accorgiamo che è un ragazzo, poco più che ventenne. Dagli occhi, dilatati e assenti, non traspare altro che muto smarrimento. Da dove viene? Cosa gli è successo? Nessun passante, incrociandolo, avrebbe potuto nemmeno lontanamente immaginarlo. (continua a leggere)

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