Archive for the ‘ Articoli vari ’ Category

AMEDIT MAGAZINE, n° 19 – Giugno 2014

Ci sono secessioni di cui restiamo i soli testimoni, essendone i diretti interessati. Non sempre se ne ha consapevolezza. A un certo punto della vita avviene una deriva; qualcosa che ci costringe ad abbandonare certe cose cui tenevamo molto, a modificare i nostri comportamenti, le nostre prospettive, il nostro modo di pensare e di agire. “Si cresce, si diventa adulti. Il cambiamento è necessario.” Diranno molti. Certo. Ma l’esito di questa trasformazione non sempre è quella che auspicavamo. Puoi non riconoscerti più in ciò che sei diventato. Ti sei lasciato agire dagli eventi, ti sei fatto forgiare da cause esterne a te stesso. Sei altro da te. In fondo al pozzo della tua anima giacciono i relitti di tutto ciò che hai dovuto tuo malgrado abbandonare, lasciarti dietro. Per sempre. Non tutto ciò che è andato perduto meritava d’essere salvato, ma tra quelle cose ce n’erano sicuramente alcune (forse tante) che andavano preservate, custodite gelosamente. C’erano cose che avresti dovuto portare con te, e magari sviluppare. Ma la rinuncia ti è apparsa inevitabile. I vezzi e i balocchi di quand’eri bambino, man mano che crescevi furono seguiti da sogni, desideri, aspirazioni che ebbero uguale destino. Di questa secessione tra un prima e un dopo (chissà quante volte reiterata) sei il solo a pagare il conto. Oggi sei qui, con questo barattolo di vetro trasparente tra le mani. Pensi alle parole di Janet Frame “Tutte le cose sotto vetro sono preziose ”, e sai che quell’involucro è ancheconserva, preservazione. Provi a scavare, a ripescare dal fondo di quel pozzo; tenti di recuperare i lacerti di quel tuo personale universo più volte violato e saccheggiato. Tutto ora è chiuso dentro quel barattolo. Custodito e insieme represso. Sottovuoto spinto. Un barattolo può sempre essere riaperto. [Continua a leggere…]

SENEX | Sulla senescenza e su altri segni del tempo

Nulla è destinato a durare. Umanità e divinità riportano la medesima data di scadenza. Tutto ciò che si spaccia per eterno non è che un’iniezione di botox nello zigomo sfuggente del tempo. L’immanenza non è una condizione, non può esserlo in termini fisici, poiché tutto è ciclico e transitorio. Le vanitas cinque-seicentesche (con i caratteristici teschietti abbinati ai fiori avvizziti) riflettono bene quel sottinteso di caducità che investe e traveste tutte le cose, quel memento mori che pedina come un’ombra il cammino dell’esistenza. Perché si invecchia? Perché dobbiamo invecchiare? Che cos’è la vecchiaia? È come se ogni forma di vita seguisse la traiettoria obbligata di un cerchio, dal punto di partenza a quello di arrivo: così come si viene, così si va. È il ciclo, quel passaggio del testimone che consente a una nuova vita di fiorire. Tutto si compie tra l’acerbo e il marcescente, tra l’impubere e il senile, una trasformazione lenta (ma impietosa) dalla culla dell’infante al capezzale del morente.  [Continua a leggere…]

UNA VECCHIA STORIA | Storia della vecchiaia | dalla Grecia arcaica alla tarda antichità

Com’è cambiato nel tempo il nostro rapporto con la vecchiaia? Ha subito profonde modificazioni o è rimasto sostanzialmente identico?

Questa disamina della senectus nel mondo antico non ha (e non può avere) pretese di esaustività. Le fonti in nostro possesso sono lacunose e frammentarie, e le poche pervenuteci non offrono certezze univoche. Lo schema cronologico, unitamente all’analisi comparata di testi e immagini, ci consente però di cogliere aspetti significativi tutt’altro che generici o ipotetici.  [Continua a leggere…]

AMEDIT MAGAZINE, n. 18 – Marzo 2014

Con questo diciottesimo numero Amedit diventa simbolicamente maggiorenne. Un traguardo che non vuole essere autocelebrazione ma ricognizione, riepilogo, bilancio e al tempo stesso nuova e grintosa propulsione. Amedit va avanti e lo fa con rinnovato vigore, complice quella rincorsa, quell’anticipo sui tempi che da sempre accompagna gli audaci, gli sfrontati, gli impuniti. È il volto di un’anziana figura dall’espressione indefinibile a vestire coraggiosamente questo numero primaverile; a dispetto di tanta giovinezza patinata per una volta è l’infaustavecchiaia a finire in copertina. Proprio alla senectusabbiamo voluto dedicare un ampio percorso che ne indaga i molteplici aspetti lontano dai luoghi comuni, e che costituisce il tema portante di queste pagine. La ricchezza di argomenti qui proposti, attraverso l’arte, la letteratura, la musica, il cinema e le storie narrate, offre una volta di più al nostro lettore la possibilità di intraprendere un viaggio nei meandri della vita, senza più spettri da rimuovere, né tantomeno da edulcorare. Tutto richiede da parte nostra la capacità di uno sguardo nuovo, forse più disincantato ma non per questo meno avvincente, per saper scorgere ovunque la bellezza e la dignità d’una vita che continuamente ci rivendica nei suoi aspetti più concreti. Quello idealmente tracciato sarà il viaggio che nel corso di questa primavera ci traghetterà fino al prossimo numero, fino all’albeggiare d’una nuova estate, quando ci ritroveremo con altre storie e nuovi territori da esplorare, insieme, come nella migliore tradizione degli Amici del Mediterraneo. [Continua a leggere…]

AMEDIT MAGAZINE, n. 17 – Dicembre 2013

Mater, Madre o, più semplicemente, Mamma. Tutto ciò che è generato (e degenerato) è scaturito dal grembo generante dell’Eva generatrice. La Natura è madre, la Cultura è madre, la Lingua è madre. Madre nell’accezione più profonda e primordiale che costituisce l’esperienza totalizzante d’ogni essere umano. Più concretamente, una figura tenace e determinante negli slanci come nei limiti, nel senso di autonomia come nelle castrazioni che può infondere; e che in ogni caso plasma, condiziona, segna nel profondo. Scaturito dalle uterine profondità, ogni uomo al mondo tenta di compiere il proprio viaggio di ribellione e di riscatto nei confronti della figura materna. Vi riusciranno in pochi. L’epilogo della vita, al di là delle scelte compiute, costituirà pur sempre un ritorno alla madre, sia essa rappresentata dalla donna con cui decide di accompagnarsi, oppure dalla diva che sceglierà di innalzare nel proprio pantheon, sia, infine, nella sublimata figura della Madonna (Mater delle madri); comunque il suo sarà un ritorno in quelle primigenie profondità, calde e rassicuranti. Ciò che alla fine prevarrà è l’eterno femminino di cui egli stesso è plasmato e a cui è indissolubilmente legato. Ogni uomo, in fin dei conti, reca in sé la madre, ne è l’imago espressa. Per molti aspetti, vedere lui è vedere lei. Gli interventi con cui si apre questo ricco numero dicembrino vertono su quest’archetipo, sollevando anche implicazioni e domande antiche come il mondo. Chiudiamo così un 2013 ricco di eventi più o meno belli, augurando ai nostri lettori un nuovo anno che sia all’insegna della positività e di una nuova rinascita su tutti i fronti. [Continua a leggere…]

AMEDIT MAGAZINE, n. 16 – Settembre 2013

La società contemporanea sembra vocata al principio dell’obsolescenza. Non solo quella, comunemente intesa, dei vari beni di consumo, ma anche quella delle idee e dei valori su cui la si vorrebbe fondata. Amedit apre questo nuovo numero con un ampio servizio dedicato al tema controverso dell’obsolescenza programmata, le cui riflessioni possono benissimo essere estese a tutti gli ambiti dell’azione umana, da quelli concernenti la materia – nell’edilizia, nell’elettronica e nella meccanica applicate – a quelli che concernono l’attività del pensiero e della comunicazione – nella politica, nell’informazione, nella letteratura e più in generale nelle arti; senza dimenticare che il territorio privilegiato dell’obsolescenza programmata è quello sterminato e fantomatico del cyberspazio. È questa un’ulteriore tappa che compiamo lungo i binari della contemporaneità, e in tale percorso, accanto ai fenomeni di volta in volta presi in esame, non mancano le testimonianze sui grandi personaggi del nostro tempo (e  sembrava doveroso occuparci di Margherita Hack e Franca Rame). A dispetto di tutto ciò che è destinato a scadere Amedit mantiene fresca la sua efficienza, contagiando di positività e di creatività chiunque graviti nei paraggi di questo agitato, talvolta tragicamente tempestoso, ma meraviglioso Mediterraneo. [Continua a leggere…]

AMEDIT MAGAZINE, n. 13 – Dicembre 2012

Anche in questo numero di fine anno Amedit risponde puntuale all’appello, riconfermando con energia e determinazione la sua presenza nel territorio, il suo entusiasmo, il suo impegno, quel desiderio così tipicamente mediterraneo di coinvolgere e di condividere. Ed è proprio la comunicazione, la nobile arte dell’incontro e del dialogo, uno dei temi portanti di questo numero. Una comunicazione tanto più efficace quanto più è genuina, vicendevole, incline al confronto e capace di ascoltare; l’emblematico artwork di copertina riflette con ironia sul mondo dei social network e, più in generale, sulle nuove relazioni digitali. Come di consueto, ampio spazio è dedicato alla letteratura, in primis all’atteso nuovo romanzo di Aldo Busi; ma anche all’arte, con Capogrossi e Blanc; alla musica, con il nuovo album di Franco Battiato. [Continua a leggere…]

FACEBLUFF. Fenomenologia dei social network

I sogni delle macchine danno una vertigine tutta particolare.

William Ford Gibson, Giù nel ciberspazio, 1986

di Massimiliano Sardina

Nel corso dell’ultimo ventennio le dinamiche delle relazioni umane hanno subìto, nel bene e nel male, profonde modificazioni. Colpa (o merito, come si preferisce) di una tecnologia applicata viepiù invasiva e connotante che si è insinuata in tutti gli strati del tessuto sociale. All’origine di tutto il Computer, brevettato nella sua forma primigenia e rudimentale nel 1944 come semplice calcolatore automatico e trasformatosi man mano negli anni, al di là di ogni aspettativa, in una sorta di entità medianica, in una vera e propria protesi relazionale. L’intelligenza artificiale, teorizzata già negli anni Trenta dal geniale matematico inglese Alan Turing, debuttò sul finire della seconda guerra mondiale con la messa a punto del celebre Harvard Mark, il primate dei proto computer, un bestione di oltre quindici metri di lunghezza e cinque tonnellate di peso, realizzato da una équipe di ingegneri dell’IBM; [Continua a leggere…]

LO SGUARDO OBLIQUO. Breve storia dell’Invidia

È tra noi. È dentro di noi. Si insinua nei pensieri, nei desideri, nelle ambizioni e attecchisce in ogni angolo e in ogni spigolo delle relazioni umane. È ambigua, sottile, tagliente, sempre in agguato. Impossibile prevenirla. Estremamente difficoltoso ignorarla o reprimerla. Ma che cos’è esattamente? Da cosa è originata? È un vizio o un sentimento? [Continua a leggere…]

IL DIO NERO DI FO. Dario Fo racconta l’Evoluzione

Dario Fo racconta l’Evoluzione e lo fa attraverso una straordinaria lezione-spettacolo, un monologo concitato e disinvolto capace di mediare tra il linguaggio del teatro e quello della divulgazione scientifica. Sull’importanza dell’insegnamento della teoria evoluzionistica non si insiste mai abbastanza, e Fo lo sa bene. L’occasione è fornita dall’Evolution Day, il 13 febbraio, una data simbolica che se da un verso si propone di celebrare la grande eredità di Darwin, dall’altro vuole ribadire l’importanza di mantenere gli artigli ben affilati contro le subdole teorie anti evoluzionistiche e creazioniste purtroppo sempre in agguato… [Continua a leggere…]