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FACEBLUFF. Fenomenologia dei social network

I sogni delle macchine danno una vertigine tutta particolare.

William Ford Gibson, Giù nel ciberspazio, 1986

di Massimiliano Sardina

Nel corso dell’ultimo ventennio le dinamiche delle relazioni umane hanno subìto, nel bene e nel male, profonde modificazioni. Colpa (o merito, come si preferisce) di una tecnologia applicata viepiù invasiva e connotante che si è insinuata in tutti gli strati del tessuto sociale. All’origine di tutto il Computer, brevettato nella sua forma primigenia e rudimentale nel 1944 come semplice calcolatore automatico e trasformatosi man mano negli anni, al di là di ogni aspettativa, in una sorta di entità medianica, in una vera e propria protesi relazionale. L’intelligenza artificiale, teorizzata già negli anni Trenta dal geniale matematico inglese Alan Turing, debuttò sul finire della seconda guerra mondiale con la messa a punto del celebre Harvard Mark, il primate dei proto computer, un bestione di oltre quindici metri di lunghezza e cinque tonnellate di peso, realizzato da una équipe di ingegneri dell’IBM; [Continua a leggere…]