Posts Tagged ‘ amedit 40 ’

MISS STEPHEN | Radclyffe Hall ovvero il diritto all’esistenza

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 40 | autunno 2019

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Sono trascorsi più di novant’anni dalla prima pubblicazione di The well of loneliness (1928, editore Jonathan Cape), un romanzo dichiaratamente lesbico che costò alla sua autrice, la scrittrice inglese Radclyffe Hall, un umiliante processo per oscenità. In sua difesa si mobilitarono, tra gli altri, E. M. Forster, Virginia Woolf, G. Bernard Shaw e Vita Sackville-West. Dopo la condanna il libro venne messo al bando ma, a dispetto delle reiterate censure, conobbe una vastissima diffusione: tradotto in undici lingue, vendette un milione di copie nel solo arco del quindicennio 1928-1943. (continua a leggere)

L’OCCASIONE IRRIPETIBILE | La prima emozione | un racconto crudele di Octave Mirbeau

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 40 | autunno 2019

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All’appello mirbelliano non è raro che rispondano gli assenti, figure umane talmente labili e impalpabili che a malapena si distinguono dallo sfondo. Esistenze meschine, accigliate, che si insinuano nel mondo senza mai concretamente parteciparvi. Identità latenti, impersonali, buone solo a far numero nelle traiettorie ordinarie della formicolante collettività. Sagome frigide, refrattarie al pensiero e finanche al desiderio, prive di slancio, agite solo dalla meccanicità del proprio respiro. Cittadini ubbidienti, elettori acritici, lavoratori zelanti e cristiani rispettabili: uno di questi è Monsieur Isidore Buche, impiegato al Ministero della pubblica istruzione. (continua a leggere)

UNTORI PER FASCINAZIONE | Il confino dei “pederasti” nel Ventennio fascista | Adelmo e gli altri.

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 40 | autunno 2019

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Tutti gli omosessuali di destra (e ce ne sono tanti) farebbero bene a studiare la storia, soprattutto quella relativamente recente. I rigurgiti fascisti che stanno investendo il nostro paese ci obbligano a una riflessione profonda. La dittatura non muore mai, è una bestia tramortita che sa bene dove cercare cure e nutrimento. In determinate contingenze storiche, quando crisi e malcontento agitano le masse, eccola riaffiorare in tutto il suo vigore. Le dinamiche di persuasione sono sempre le stesse: l’esaltazione di un “noi” contrapposto alla demonizzazione di un “loro”. Per assicurarsi il consenso del popolo bue il primo step è quello dell’instillazione della paura. Una paura qualsiasi, non importa quale. Un’inquietudine capace di trascinarsi con sé il senso di precarietà e di smarrimento, le difficoltà del presente e l’incertezza del futuro. (continua a leggere)