CAILLEBOTTE | La favola dell’amore e l’assoluto dell’arte | L’uomo senza inverno | un romanzo di Luigi La Rosa

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 43 | inverno 2020/21

SFOGLIA LA RIVISTA

Una personalità sfuggente, a tratti blindata, quella di Gustave Caillebotte. Luminosa, eppure così in penombra. Di tre quarti, di spalle, mai frontale, come sospesa tra la reticenza e un segreto pudore. Del celebre pittore parigino – grande mecenate degli impressionisti, fine intellettuale, collezionista d’arte e appassionato di yachting – sappiamo davvero poco sul fronte squisitamente personale, ad eccezione della malcelata predilezione per l’anatomia virile. È proprio questa lacuna (o tela bianca) che lo scrittore messinese Luigi La Rosa ha voluto colmare con il romanzo L’uomo senza inverno (Piemme, 2020), una sorta di biografia non autorizzata che – in equilibrio sognante tra verità storica e invenzione letteraria – ricostruisce una vicenda umana e sentimentale altrimenti ignota. A guidare La Rosa in un compito tanto arduo è stata in primo luogo una motivazione tutta interiore; l’ispirazione, scaturita con prepotenza al cospetto del famoso dipinto Les raboteurs de parquet, si è tramutata nella necessità di restituire racconto e plasticità vibrante al Caillebotte uomo e amante. (continua a leggere)

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