L’INDIMENTICABILE | La selva dei morti | Una testimonianza di Ernst Wiechert

su Amedit n. 32 – Settembre 2017.

Lo scrittore tedesco Ernst Wiechert (1887-1950), acceso e fiero antinazista, scrisse La selva dei morti (Der Totenwald. Eine Mauer um uns baue) nel 1939 per testimoniare quanto i suoi occhi furono costretti a vedere nel campo di concentramento di Buchenwald. Fu arrestato l’8 maggio 1938 e liberato verso la fine di agosto. Prima la “detenzione protettiva” nel carcere della Gestapo a Monaco di Baviera e poi l’internamento punitivo nel lager. Un triangolo di tessuto rosso cucito sulla giacca, con su scritto il numero 7180, lo contrassegnava quale prigioniero politico, undetestabile oppositore del Terzo Reich. Una prigionia breve, se brevi possono considerarsi quattro mesi sottratti definitivamente al tempo della vita, ma scontata in un frangente dilatato, scandito da notti dolorose e da giorni interminabili, rimarcato, al di là degli alti reticolati elettrificati, dalla muta impassibilità dei faggi. Buchenwald significa letteralmente “selva di faggi”. (continua a leggere)

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